Celiachia

CELIACHIALa celiachia è una malattia cronica di origine autoimmune che interessa prevalentemente l’intestino tenue ma anche altri organi, insorge in individui geneticamente predisposti (assetto genetico HLA DQ2/DQ8) e a volte si associa ad altre malattie autoimmuni e genetiche. Si manifesta con un’importante diminuzione della capacità di assorbimento intestinale ed è causata da un’intolleranza permanente al glutine, componente proteica di diversi cereali quali frumento, orzo e segale. Il glutine è contenuto in moltissimi alimenti di comune consumo (pane, pasta, biscotti, pizza, ecc.) e non solo, senza considerare il potenziale rischio di contaminazione accidentale durante la lavorazione degli alimenti, come additivo o conservante.

L’ingestione del glutine nei soggetti celiaci provoca gravi danni a livello della mucosa intestinale che viene attaccata dagli auto-anticorpi IgA e IgG diretti contro l’enzima transglutaminasi tissutale. Il malassorbimento può determinare carenze di micronutrienti (vitamine, ferro e calcio) che, a lungo andare, provocheranno altri disturbi. Si caratterizza anche per un deficit di enzimi digestivi in particolare per gli zuccheri (lattosio, ecc.).

La malattia celiaca può esordire in fasi diverse della vita e con modalità diverse. I sintomi più comuni sono: dolori addominali, diarrea, perdita di peso, anemia, debolezza generale, aumento del contenuto di gas intestinale, ritardo della crescita nel bambino.

Una dieta totalmente priva di glutine (gluten-free diet), da seguirsi in maniera rigorosa e a vita, è allo stato attuale l’unica terapia. Il soggetto non guarirà dalla celiachia, ma i sintomi causati dall’intolleranza al glutine spariranno e si potranno prevenire le patologie conseguenti al malassorbimento e altri gravi complicanze, potendo condurre una vita del tutto normale.

E’ importante diagnosticare la malattia celiaca prima che provochi danni all’intestino. I sintomi infatti possono essere facilmente confusi con quelli dovuti ad altri disturbi intestinali, come ad esempio la sindrome del colon irritabile (IBS) o l’intolleranza al lattosio, oppure potrebbero essere dovuti a un’allergia al grano (frumento) o alla “sensibilità al glutine non allergica non celiaca” (gluten sensitivity) che si caratterizzano per sintomi del tutto sovrapponibili alla celiachia.

Se sospetti quindi di essere celiaco rivolgiti sempre e solo a medici qualificati: la diagnosi va condotta seriamente, con metodi che non devono lasciare spazio al dubbio (esami del sangue di primo livello per la ricerca degli autoanticorpi ed eventuale successiva gastroscopia con biopsia dell’intestino tenue per la diagnosi di certezza), senza cioè affidarti a metodi o test non convenzionali. Una volta accertata la diagnosi, è necessario sottoporsi a visite mediche periodiche allo scopo di monitorare l’andamento della malattia, verificare se la dieta priva di glutine ha determinato la scomparsa dei sintomi e diagnosticare per tempo l’insorgenza di eventuali complicanze.

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