UN TEST GENETICO PER DIMAGRIRE: IL DNA E’ DAVVERO PIU’ IMPORTANTE DEL NOSTRO STILE DI VITA?

La cosiddetta dieta genetica, che si basa appunto su test del DNA, altro non è che l’ennesima “dieta commerciale” proposta ormai già da qualche anno anche in Italia. Il test consiste in un prelievo di saliva raccolto presso uno studio medico, in farmacia o comodamente a domicilio grazie ad appositi kit, che verrà poi inviato a un laboratorio per l’analisi del DNA. In base allo studio di soli pochi geni (analisi dei polimorfismi) si vorrebbe individuare per un determinato soggetto quelli che sono gli alimenti “più indicati” e quelli invece “da evitare” per perdere peso. L’ulteriore analisi di altri geni sarebbe indicata per dimostrare se c’è anche una naturale predisposizione al sovrappeso. L’analisi di altri geni ancora viene effettuata per determinare invece quale sarebbe il tipo di attività fisica più adatto per quella persona.

Quando però si vanno ad analizzare i piani dietetici proposti in base all’esito dei test, si scopre in realtà che la “personalizzazione” è decisamente relativa in quanto sono tutti molto simili fra loro, in analogia a quanto succede per le diete consegnate dopo i test delle intolleranze alimentari. Un’ulteriore importante analogia con questi ultimi si ha per il soggetto tipo che si fa convincere ad eseguire questi test (peraltro molto costosi ed eseguibili senza prescrizione medica): in genere si tratta di persone che trovano appunto più comodo attribuire la causa del proprio sovrappeso e dei propri malesseri a certi alimenti e alla genetica individuale, piuttosto che mettersi in discussione e a provare a cambiare il proprio stile di vita mangiando un po’ meno e muovendosi di più.

A onor del vero, i presupposti scientifici sussistono in maniera indiscutibile in riferimento al ruolo che la genetica ha in biologia, ma molto ancora deve essere fatto per poter considerare il responso dei test genetici verità assoluta. Dal punto di vista pratico, infatti, l’analisi limitata a solo qualche gene sui nostri circa 25 mila è troppo poco, poiché il nostro metabolismo è regolato appunto da centinaia di geni che interagiscono tra loro, peraltro con possibili varianti e mutazioni, per arrivare al risultato finale, il “fenotipo”. Inoltre l’esatto e completo funzionamento di questi geni è ancora oggi noto solo in parte, per cui sarebbe impossibile confezionare una dieta perfetta in base a questi limiti. Infine, non bisogna dimenticare che chi siamo e come siamo non è solo DNA e, più che la genetica, è lo stile di vita a condizionare il nostro peso e la nostra salute.

Senza giri di parole, bisogna allora diffidare dell’utilità dei test genetici per elaborare presunti programmi dimagranti “personalizzati sul proprio DNA”, in quanto le finalità sono puramente di tipo commerciale, oltre un’evidente necessità di far palco da parte di chi li propone.